in effetti il proverbio dice che “a lavar la testa all’asino ci si perde acqua e sapone”
tuttavia,la domanda fondamentale che vorrei porre a tutti i teorici della normalità a tutti i costi è “ma che dobbiamo farcene noi di tutta quest’acqua e questo sapone da non poterne disporre a nostro piacimento?”
il mondo pullula di esistenze drammaticamente poco interessanti,gli argomenti costantemente messi in campo sono “cosa ha fatto il Napoli?”,”tizio che si è messo con Caio”,”io che mi sto facendo questa o quell’altra tizia” e tutta una serie di altre amenità che ti fanno rimpiangere o se non altro riconsiderare il costantemente vario immaginifico dei matti.
in un mondo di cucine componibili ikea,di mogli e amanti,di noia e stupidità comune,di inquietudine sottile come la carta velina,di senso di colpa istituzionalizzato e di insensibilità endemica,io metterei la firma per poter parlare solo con i pazzi.
forse alla fin fine non sei tu quello che sceglie…ed a tirar troppo la corda poi sono i pazzi a non volere più parlare con te.
“accentuazione dell’insicurezza ontologica comune a tutti gli uomini, per cui anche in circostanze di vita ordinarie, un individuo può sentirsi più irreale che reale, letteralmente più morto che vivo, differenziato in modo incerto e precario dal resto del mondo, così la sua identità e la sua autonomia sono sempre in questione. Può mancargli la sensazione della continuità temporale; può fargli difetto il senso della propria coerenza o coesione personale. Si può sentire come impalpabile, e incapace di ritenere genuina, buona e di valore la stoffa di cui è fatto. Può sentire il suo io parzialmente disgiunto dal suo corpo.”
non essere del tutto convinti di esistere è seccante.
no,dico davvero.
ci sono delle piccole cose di cui si ha bisogno,delle piccole certezze,quei piccoli semplici piaceri che ci rendono contenti,come il caffè la mattina,il sole sulla faccia,la cortesia delle persone e la consapevolezza di esistere in un dato momento ed in un dato spazio.
Qualche giorno fa ero al supermercato (non so perchè ma tutti i miei momenti esistenziali si svolgono nei supermarket.”Costei è davvero la figlia del consumo” direte voi,dopo avermi infilato una lancia nel costato) tra le allegre merendine,i simpatici biscotti ed i gioiosi cioccolatini (vabbè non era poi così gioioso come momento) ed all’improvviso è arrivata quella sensazione di inesistenza,quel dubbio,quell’atroce domanda:
“ma io che ci faccio qui?”
il tutto dura un attimo ma in quell’attimo è tutto così incerto,chi sei,dove sei,cosa sei.
ed i tegolini mi sono testimoni,non è carino.
Dovrei assumere qualcuno che,in questi momenti,mi riporti sulla terra e mi ricordi che effettivamente esisto,ho un corpo,un’identità e vivo in un mondo reale e popolato di altri esseri umani.
oggi dovevo compilare un modulo per la scuola di psicoterapia.
un atto semplice,immediato e puntuale.
scrivo gioiosa i miei dati sensibili (quindi a me noti e stranoti),quando mi trovo improvvisamente davanti ad un impasse: il modulo,invadente e ficcante,mi chiede quante ore di tirocinio devo svolgere.
“oibò-penso-non lo so mica (perchè in puro stile bolognese ormai metto il “mica” a fine frase) fammi controllare su google“
controllare su google è un atto comune che di solito impiega dai 5 ai 30 secondi a seconda della velocità di connessione.
inizio a digitare “scuol” ma,a causa di un refuso,scrivo “scol” e subito google mi consiglia “scolopendra gigantea”.
Una persona normale avrebbe ignorato google,cancellato e riscritto “scuol”…ma io no.subito vengo presa da un dubbio atroce: “ommioddio…cos’è una scolopendre gigantea?non mi è nuovo come nome…devo assolutamente saperlo.non posso vivere senza sapere cos’è una scolopendra.”
ovviamente vado su wikipedia e scopro che la scolopendra è “
insomma,dove vive?cosa mangia?scopro con interesse crescente che la scolopendra vive un pò ovunque e può anche arrivare a mangiare piccoli animali come lucertole,topi e persino uccelli!!!
la scolopendra è,senza dubbio,un animale davvero affascinante.
Perdo altri 5 minuti buoni a fissare il vuoto pensando a come sarebbe la mia vita se fossi una scolopendra gigante.
poi adocchio un link che mi conduce a Linneo.
i link sono quanto di più deleterio ci sia per me e per le piccole azioni pratiche che sono obbligata a svolgere…hanno lo stesso potere del “TRY ME” nei negozi di giocattoli.
ovviamente schiaccio sul link.
Devo assolutamente saperne di più,anche su Linneo.
La pagina si apre con una bellissima citazione in latino (« Nomina si nescis, perit et cognitio rerum. »).perdo altri 5 minuti a riflettere sull’importanza del dare un nome alle cose e blablabla. Scopro poi che Linneo era svedese.
Grande! adoro la Svezia.eh i nordeuropei,loro si che la sapevano lunga.
ormai il modulo da compilare è un ricordo lontano.la mia mente malata sta vagando di link in link persa inesorabilmente nel vortice del volo pindarico.
la cattivissima pagina di Wikipedia cita Aristotele.
adoro Aristotele,sono stata anche a Stagira e lì ho dichiarato eterno amore al filosofo greco e ora non posso fare a meno di guardare la sua pagina wikiquote,insomma sarebbe una mancanza di rispetto non farlo e non si dica che io offenda personalità di questo calibro…
ovviamente solo dopo aver dato un’occhiata alla pagina sull’horror vacui ed aver riflettuto un paio di minuti sul “vuoto“,fissando il vuoto.
e poi che fai,hai visto Aristotele e non vai a guardare Platone?
e così via…catturata nel gorgo della nullafacenza,del gusto estetico per la citazione,in un processo senza fine,in cui il modulo è ormai carta straccia.
questo è il motivo per cui non concluderò mai niente di pratico.
Wikipedia,tu mi ucciderai.
sono un’idiota.
uhm…idiota…Dostoevskij…quel libro mi è piaciuto un sacco…magari dovrei riguardarlo un attimo….giusto 2 minuti…
se non riesco a trovare un senso alle cose vado in panico,se mai qualcuno di voi volesse uccidermi non si sprechi a pugnalarmi o volgarità del genere…basta che mi facciate qualcosa a cui io non so dare un senso e vedrete la mia voglia di vivere spegnersi come una candela sotto una campana di vetro.
ovviamente vengo dalla città più surreale d’Italia…l’unica città in cui accadono tutta una serie di piccole cose a cui la mente umana non riesce a dare un senso.
qualche giorno fa eravamo in tangenziale e,subito dopo una curva,c’era una macchina parcheggiata. in tangenziale. senza il triangolo,senza traccia di umanità nei paraggi. oggi siamo ripassati e la macchina era ancora lì. ho guardato mia sorella che,per nulla allarmata,mi fa : “beh avranno dovuto fermarsi all’improvviso”…come se il fatto che qualcuno decida di “parcheggiare” in tangenziale e volatilizzarsi per due giorni fosse la cosa più normale del mondo.
sempre in auto,ieri notte,abbiamo trovato un televisore. poggiato al centro della strada,così,tranquillo e beato sulla linea della carreggiata. e stavolta il commento del guidatore è stato “uh guarda,un televisore”. come se fossimo ad un safari e avesse visto,chessò,un uccello particolarmente bello che popola le zone…nessuna domanda su come c’è finito un televisore lì e soprattutto…perchè???
questa è la città in cui parcheggi la macchina e ti trovi vecchietti appollaiati sul tetto che dormono,la città in cui puoi essere coinvolto in risse,festeggiamenti o dolori altrui senza poterlo prevedere in nessun modo,la città in cui ancora quando qualcuno muore,ti mandano a comprare lo zucchero per i familiari,dove la gente è chiassosa,furiosa,felice e disperata senza logica alcuna.dove nulla può essere controllato perchè nulla ha senso.
però,se posso dire la verità,dopo un primo momento di cieco panico poi ci sto maledettamente bene (in vacanza..breve vacanza…molto breve e molto vacanza) a Napoli.
L’abbiamo sistemato con una comoda poltrona di vimini e dei cuscini affinchè ci si possa accomodare,farsi investire dalla luce e dall’aria frizzante proveniente da San Luca (il colle) e,devo ammetterlo,nel mio cuore ha sostituito il divano che mi è stato “rubato” tempo fa.
ieri,mi sono piazzata sul mio terrazzino,a riflettere sulla vita (a fissare il vuoto,in realtà).
era tutto perfetto,ero serena,in armonia con il mondo…quando,guardando i palazzi intorno,ho messo a fuoco una finestra e ho visto questo:
allora.
a nessuno piacciono i piccioni,questo è vero.
io con un piccione non uscirei di certo a cena…e nemmeno per “un caffettino pomeridiano in centro senza impegno”.
ma insomma,quale mente crudele può aver partorito quella trappola mortale?
bisogna essere proprio delle menti perverse.
amico dirimpettaio,
anche io odio gli orrendi pennuti,mi fanno schifo e penso siano bestie immonde portatrici di epidemie…
però tra “odiarli semplicemente” e “odiarli fino a creare uno scenario terrificante di spuntoni assassini stile “prince of persia“”,beh,ce ne passa.
io preferisco sapere che quei polli purulenti possano pascolare sul mio balcone,piuttosto che rischiare di aprire la finestra una mattina in cui sono stranamente felice e trovarne uno stecchito e infilzato come uno spiedino!
questa scena non mi predisporrebbe affatto ad avere una giornata serena.
insomma,
qual’è il tuo problema???perchè tutto questo livore?ti da fastidio che ti caghino sul balcone? beh anche tu caghi,amico dirimpettaio…e i tuoi prodotti vengono riversati in mare,ma non mi pare di aver visto banchi di pesci inferociti strisciare fino a venirti a prendere per infilzarti con dei grossi spadini.
la tua reazione non è proporzionata all’offesa.
è così difficile chiedere un minimo di equità?un briciolo di empatia???chiedere di non vivere in un mondo di luridi giustizieri ammazzapiccioni???
lo dice anche il diritto processuale penale (ai sensi dell’art. 97 c.p.p.)
perchè tutti dobbiamo essere tutelati,accuditi e protetti.
Beh il mio difensore è la mia tiroide stacanovista.
La mia tiroide lavora per me e prende talmente sul serio il compito che fa gran straordinari.
è abbastanza traumatico scoprire che tutte quelle parti di te che consideravi le basi della tua identità non sono altro che squilibri ormonali.
insomma, gli accesi scatti di odio verso chiunque respiri (o abbia respirato mai in vita sua,perchè essere morti non esime dal mio odio insensato) il torpiloquio facile,creativo e gratuito,l’angoscia annichilente,la capacità di polemizzare per ore su particolari inutili ed ininfluenti (come il non allineamento al muro del comodino delle mia compagna di stanza)i momenti di avviluppante scoramento ingiustificato, le gloriose uscite cortesi che mi caratterizzano (ultima su tutte “signora ma allora è ritardata o cosa?o forse è sorda?”) le sedie scagliate durante le liti,i calci in culo…
tutte queste meraviglie non sono altro che il prodotto di uno squilibrio fisico.
e tolto questo,cosa mi resterà?
insomma io la mia tiroide siamo soci…
siamo come Bud Spencer (LEI) e Terence Hill (IO), lei è max pezzali ed io sono il tizio inutile che saltellava sul palco, lei è Tyler Durden ed io sono l’altro, lei è il bullo del quartiere ed io sono il ragazzino sfigato con gli occhiali che diventa il suo protetto dopo essere stato “smutandato” e “capacessato” a morte per mesi.
potevo affrontare con orgoglio questo mondo crudele brandendo la tiroide come spadino,lei mi garantiva la magrezza che in questa società è sinonimo di bellezza,era lei a svegliarmi nel cuore della notte quando dormivo con il sociopatico di turno e mi suggeriva di raccattare tutte le mie cose e tornarmene a casa mia di corsa,mi rendeva rissosa,bizzosa ed insofferente,lei mi accudiva,mi garantiva la giusta dose di rabbia schiumosa funzionale al progresso mondiale e personale,mi proteggeva e dava il giusto pepe alla mia giornata.
insomma io non sono un’esperta d’arte a livello tecnico ma,essendo una persona scandalosamente emotiva,posseggo una notevole predisposizione alla fruizione dell’arte.
Quindi,appena arrivata a Bologna,ero elettrizzata al pensiero di poter assistere continuamente al miracolo della creazione artistica,qui era tutto un fiorire di aspiranti fotografi,scrittori,musicisti.
e poi c’ero io,con i miei occhioni sognanti spalancati e pronti a non perdersi nulla ed il cuore in perenne attesa di chissà quale tsunami emotivo.
a 2 anni di distanza lo tsunami non è arrivato.
e vi dirò di più…se vedo un’altra foto pseudo-artistica del fondo di un bicchiere,di una sedia vuota o del classico gatto pensoso potrei seriamente raggiungere picchi inusitati di lirismo bestemmiatorio.
il problema non è tanto il “sentirsi artisti”…
insomma,siamo tutti artisti nel caldo cantuccio del nostro lettino,ma è questa disperata ricerca di riconoscimento comune,questo continua “evangelizzazione” di se stessi che mi inquieta e ciò che mi inquieta ancora di più è la terrificante necessità di vendita,la fama come meta,la puttanaggine dello pseudo-artista.
ultimamente mi sono trovata tra le mani il libro (autopubblicato) di una conoscente.
mi ha chiesto un parere e l’unica parola che mi è venuta in mente era: “raccapricciante”,ma la mia intelligenza emotiva (maledetta) mi ha suggerito di evitare.
insomma non voglio ergermi a critica letteraria di stocazzo,non voglio fare discorsi sullo stile,ma se vuoi scrivere,per lo meno devi conoscere i congiuntivi!!!non basta buttare lì due o tre frasi contorte per apparire profonda,sparare due “parolone difficili” e sentirti per questo candidata al nobel…insomma,a casa abbiamo tutti il devoto-oli (vabbè forse questa è un’uscita snob) e le cosiddette “parole difficili” le conosciamo,però cazzo,vogliamo di più,vogliamo di meglio,vogliamo concetto ed emozione,vogliamo restare a bocca aperta,vogliamo lo tsunami!
ma puntualmente l’affetto (e l’intelligenza emotiva) ci impediscono di dire la verità e continuiamo ad alimentare le speranze di pseudo-artisti cani che si avviano sulla dolorosa via della delusione…
proprio per evitare ciò sarebbe utile promuovere la seguente campagna sociale (finanziata al comune di Bologna) :
IL CORAGGIO DELLA VERITà
SCORAGGIA UN ARTISTA CANE.
IMPEDISCI AD UN TUO AMICO DI FARSI MALE DA SOLO E RISPARMIA AL MONDO L’ENNESIMO OBBROBRIO (fotografico,letterario e musicale)
UN GIORNO TI RINGRAZIERà.
se avessimo aderito a questa campagna probabilmente ci saremmo risparmiati individui inspiegabili come FABIO VOLO,PUPO,MOCCIA,NEK,COELHO,BAMBAREN,tutte le edizioni di amici/xfactor/cazzivari, il secondo HIRST e,so che molti di voi si metteranno le mani nei capelli ma devo dirlo,beh ci saremmo risparmiati anche….EL GRECO!!!!!(ecco l’ho detto).
cioè,è proprio una tendenza che ho,quella di assentarmi momentaneamente dalla realtà esterna.
ultimamente poi,la faccenda è peggiorata perchè a volte mi rendo proprio conto che la gente mi parla ed io penso ad altre millemila cose,magari canticchio in mente questa canzone:
penso a come potrei tagliarmi i capelli,rifletto sulla mia weltanschauung,penso a come sarei se avessi le zampe da rana,faccio un breve dibattito con me stessa sul libro che sto leggendo,mi chiedo se Barney alla fine sposerà Nora o Robin,decido rapidamente quale film guardare in streaming.
insomma magari vi sembra facile,ma quando uno si perde nei suoi pensieri poi diventa difficile tornare a pensare a cose volgari come la realtà e le sue mille necessità.
Ieri,in un lampo di praticità,ho guardato nel frigo ed ho scoperto che non avevo nulla da mangiare ed ho quindi deciso di andare a fare la spesa…
siccome ho versato (vedi post precedente) 50 ricche carte al comune di Bologna,ho ben pensato di andare all'ipercoop perchè lì "ci sono le offerte"….peccato che per arrivarci devi circumnavigare l'Africa e scoprire,visto che ti trovi,mondi nuovi e sconosciuti.
Ho deciso di essere pratica e scegliere la mia spesa in base a criteri di "praticità e risparmio".
ho preso il mio carrellino e sono corsa nel reparto frutta e verdura e lì ho visto una mia vecchia conoscenza…L'Offerta autunnale coop sulle mele.
6 KG DI MELE A 3 EURO.
per soli 3 euro potevo portarmi a casa un'intera cascetta di mele Golden.
allora ho ragionato
bene bene bene…
6 kg di mele risolverebbero il problema frutta,il problema snack per momenti morti ed il problema roba spezzafame da portare a lavoro per quando non riesci a scroccare le merende dei bimbi.
e poi fanno bene.
mi sembra un ottimo affare.credo proprio che le prenderò
ed ho caricato gli allegri sei chili nel mio altrettanto allegro carrello,felicissima del mio affarone.
dopodichè mi sono spostata (con non poche difficoltà,visto il peso del carrello) nel reparto pane…ma prima di arrivarci sono passata attraverso il reparto integratori.
ed ho visto il Magnesio.
tempo fa lessi che l'uggia perenne può essere causata anche da una carenza di questo minerale.
proprio allora mi sono autodiagnosticata una carenza di magnesio e da allora spesso lo compro.
allora ho pensato
bene bene bene….
ultimamente sono parecchio uggiosa…sicuramente dipenderà da una carenza di magnesio…adesso lo prendo così risolverò magicamente la questione e sarò radiosa come una giornata di giugno (inizio giugno…sai quando non fa proprio caldo…quelle giornate soleggiate però con un pò di brezza…quelle giornate che ti fanno amare la vita senza però renderti fiacco ed ozioso) e tutto questo per soli 5 euro.
mi sembra un ottimo affare,credo che lo prenderò.
dopodichè ho preso insalata, pane e uova (i veri must have della spesa)
e poi si è posto il problema pranzo….e sono stata attratta dal banco del pesce.
ho sentito immediatamente una carenza di omega 3.
il pesce però costa tanto…mi sono guardata intorno ed ho visto che per soli 2 euro potevo portare a casa 2 aringhe affumicate!!!!
allora ho pensato:
Bene bene bene
Le aringhe sono piene di omega 3.
questi 2 esseri puzzolenti e vagamente inquietanti sono sicuramente salutari,costano poco e,se la memoria non mi inganna,quando sono stata in nord europa le ho mangiate e mi ricordo che mi piacquero.
mi sembra un ottimo affare,credo che le prenderò.
ed ho caricato i 2 sbigottiti pescetti (non so se avete mai visto l'espressione delle aringhe affumicate) rinsecchiti nel carrello.
Ho pagato il conto con la certezza di chi sa che ha fatto la cosa giusta e con la soddisfazione di chi sa il fatto suo.
poi,uscita dal supermercato mi sono posta le fatidiche domande che prima o poi tutti ci poniamo nelle vita.
1) come porto a casa 6 kg di mele?
2)come si cucinano le aringhe?
3)cos'è questo orrendo fetore?
e l'unica domanda che ha trovato risposta è l'ultima.
e la risposta è :"le aringhe".
e riflettendo su queste grandi questioni ho dovuto ripercorrere i vasti spazi della periferia bolognese con la mia cassetta di mele,la mia carenza di magnesio,l'uggia,le buste e la scia di aringa affumicata che ha prodotto un certo scalpore nell'autobus.
dopo 3 anni di corse gioiose in autobus,di giri in lungo ed in largo per la città,di ritardi clamorosi al lavoro evitati solo grazie al 14 preso al volo,di biciclette abbandonate sul marciapiede perchè "ma sai che ti dico?io mi prendo proprio l'autobus e bafammoc!" beh,dopo tutto ciò, il giocattolo si è rotto,la fiamma si è spenta,la cinghia di distribuzione è saltata (non so perchè ho fatto questo esempio…in realtà stavo pensando ad una cosa che mi ha raccontato un mio amico sulla sua macchina…vabbè mi dovrei concentrare,forse)
i bei sogni finiscono all'alba ed era proprio l'alba,quando ignara di quanta cattiveria albergasse nel cuore dell'uomo,mi infilavo ingenua e gioiosa (bah veramente ero intossicata come sempre) nel mio autobussino per non dover arrivare a piedi a lavoro (visto che era ancora buio e lavoro a circa 1km e mezzo da casa).
Sarà stata l'ora,sarà stato il freddo,sarà stata la gioiosa ebbrezza con cui mi reco al lavoro al mattino (di solito mi chiedo "perchè non sono morta nel sonno?") ,sarà stata l'arroganza della mia posizione (socio lavoratore a 90°) ma non ho gettato il consueto sguardo-scanner anticontrollore.
mi sono fidata…è forse una colpa "credere ancora nell'uomo"?
sono salita,mi sono seduta ed ho sentito "la voce del padrone"…2 parole che nessuno può pronunciare senza sentire paura,sofferenza,dolore.
"BIGLIETTO PREGO".
voglio essere sincera con voi…50 carte regalate al comune di sti tempi non ci stanno proprio…e le ho provate tutte,ho persino accennato il mio leggendario finto pianto "CALIMERO" (sfoggiato anche subito dopo il tamponamento a catena da me provocato nella lussureggiante Via Cinzia perchè mi ero assopita al volante) ma non c'è stato verso.
ho avuto la multa.
50 euro sono andati via.
ben 8 ore e 20 di lavoro sono stati spazzati via in pochi secondi.
e con loro,è morta una parte di me.
e dedicherò questi versi di Marziale,alla croccante banconota depositata in posta…
beh…quando devi cercare lavoro,il weekend è un momento in cui preferiresti essere messo in coma farmacologico.
non tanto il venerdì sera o il sabato,beh a quelli trovi una soluzione con qualche amico e,beh siamo sinceri,massicce quantità di alcolici.
ma la domenica pomeriggio,a quella non c'è proprio rimedio.
beh,direte voi,potevo andare al parco a fare delle foto,ma qui a Bologna,(patria dei massimi artisti con la reflex) ogni volta che esco per fare foto,finisce sempre a gara a chi ha "l'obiettivo più lungo" e la mia macchinina viene puntualmente smerdiata,nonostante il suo potentissimo zoom che ha scatenato le invidie di non pochi reflexisti minizoomdotati lettori di questo blog.
cmq,oggi avevo bisogno di pensare…e sono andata all'ikea.
beh insomma,io in nord europa penso meglio.
L'anno scorso avevo bisogno di pensare e sono andata a Stoccolma 4 giorni.
ma erano tempi diversi,la pecunia era abbondante e,come sappiamo tutti pecunia non olet…ma la povertà si…e non sa di buono.
cmq per riflettere vado all'ikea.
insomma l'ikea è piena di gente così irritantemente gioiosa,piena di speranza,felice.
le coppiette,i fuorisede che iniziano la loro esperienza,le donne incinte.
insomma,passeggio tra uno SMOOOLAND ed un BRYGGE e spero sempre che,per osmosi,un pò di speranzosità e di fiducia nel domani mi entri in circolo e mi colonizzi l'organismo.
poi,se vogliamo dirla tutta,l'autobus per l'ikea passa quasi sotto casa mia ed il biglietto per me è gratis in quanto disoccupata.(e non in virtù di qualche disposizione comunale,ma per una legge emanata da me medesima che,in questo periodo,mi consente di viaggiare gratis nei mezzi pubblici,di poter prendere manciate di caramelle dalle ciotole nelle sale d'attesa e di insultare con vigore chiunque mi infastidisca esteticamente in strada).
e poi in realtà ho la carta IKEA FAMILY e posso prendere il caffè gratis…e già questo è un ottimo motivo per muovere le terga dal divano che non ho.
oggi quindi passeggiavo per l'IKEA e riflettevo…e non so per quale motivo,quale collegamento mentale strano mi ha fatto pensare a STAR WARS…pensavo a tutta la questione dei cavalieri jedi,dei sith ed ho ricordato le parole del grande maestro yoda (chino il capo in segno di rispetto)
"La paura è la via per il Lato Oscuro. La paura conduce all'ira, l'ira all'odio; l'odio conduce alla sofferenza. Ah… Io sento in te molta paura.!
Le parole del maestro mi hanno fatto riflettere.
ho pensato che,da qualche anno,ho ceduto al lato oscuro della forza.
insomma,non sono semplicemente un'autostoppista salita per sbaglio sulla morte nera…io la sto proprio pilotando!!!!il codice dei sith?beh è il mio mantra personale da un bel pò…e questo non giova.
sono come il giovane anakyn skywalker lentamente corrotto dal lato oscuro a causa della mia impazienza, immaturità, insicurezza e paura di perdere le persone care…
fluttuo nell'iperspazio della depressione con un andamento sinusoidale…il che mi porta,come in un circolo vizioso a scegliermi lavori di merda,a girare a vuoto in cerca di qualcosa che non so nemmeno io cos'è,ad imbarcarmi in storie futili quando va bene,spaventosamente autodistruttive quando va meno bene,ad infiammarmi,a litigare con tanta gente e poi ad "annocciolinarmi" nel mio autismo personale.
Nello spazio lampade,abbagliata da 3000 lampadine (a basso consumo) ho esclamato (ovviamente in mente eh) "Si,hai ragione piccolo maestro verde…la tua saggezza è grande."
le parole di Yoda mi hanno aperto gli occhi…ed ho capito che c'è una cosa importante che io devo fare…e devo farlo per il bene e l'armonia di tutto l'universo…
DEVO TROPPO RIVEDERE TUTTO STAR WARS!!!!
(tranne il 2…insomma quello è proprio indegno!puah!)