memorie dal sottosuolo…(una favola senza morale ma con tante parolacce)

c’era una volta

una fanciulla bellissima e modesta che chiameremo S. che lavorava per la onlus più cattiva d’Italia, nella città di ANGOLO B.

un bel giorno la suddetta onlus decise di fare una gran festa per raccogliere denaro nei giardini della città e c’era gran fermento per questa festa,per cui la giovane e bellissima fanciulla e le sue colleghe furono messe a buttare il sangue per fare in modo che la perfida onlus potesse riuscire a fare l’unica cosa che aveva davvero a cuore e cioè raccogliere denaro da stipare nelle casse del palazzo/sede.

Furono organizzati banchetti,furono preparate attività e fu fatta un ingente pubblicità della festa presso le scuole amiche della onlus (quelle private ) della città di ANGOLO B. e presso la maligna onlus c’era un clima di grande aspettativa per il ricco bottino che sarebbe stato raccolto.

Tuttavia S. e le sue colleghe si resero ben presto conto che in contemporanea con la festa per raccogliere dobloni c’era anche la festa delle famiglie nel carcere della città di ANGOLO B. e le giovani fanciulle,lavorando anche presso il carcere chiesero di poter dividersi per coprire entrambe le feste,anche se (ovviamente) nella festa in carcere non c’era alcuna possibilità di poter guardagnare i soldi che la perfida onlus tanto amava.

la richiesta delle giovani fanciulle incontrò un aspro rifiuto…le fanciulle servivano tutte per la festa ai giardini ed i bambini del carcere, potevano amabilmente andare a farsi fottere.

tra le povere fanciulle c’era una grande tristezza…e tutte si interrogavano sul da farsi….tuttavia la giovane S. aveva un grande superpotere: IL TORTISMO….grazie a questo suo superpotere era capace di riuscire a passare dalla parte del torto anche quando aveva palesemente ragione.

Ci fu quindi una grande lite tra S. e la principessa della onlus in cui S. sfruttò tutti i suoi superpoteri,dal VAFFANCULO al NONMENEFOTTEUNCAZZO passando per il SIETE DEGLI IPOCRITI …

le risposte non si fecero attendere si arrivò anche a picchi di puro delirio quando le giovani fanciulle furono accusate di essere velatamente "razziste" perchè preferivano i bambini del carcere ai bimbi (ben pasciuti) dei giardini di angolo b. e si arrivò a minacce di licenziamenti ed altre simpatiche amenità che ben si sposano con la filosofia di fondo della fascistissima onlus.

alla fine la perfida onlus dovette cedere e mandò 2 delle 10 fanciulle in carcere (e le altre tutte a raccogliere dobloni) ma fu fissata una simpatica riunione per discutere i "provvedimenti da prendere".

la morale di questa favola è che qualsiasi cosa succeda,in qualunque città ci si trovi, qualunque sia l’argomento,per quanto cattiva sia la onlus, l’unica certezza insindacabile è che S. riesce ad avere torto sempre e comunque…anche quando ha ragionissima.

è proprio vero…Da un grande potere derivano grandi responsabilità…

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