pathetic experience

insomma…

questo blog ultimamente,tra cambi di indirizzi e cose varie non trova pace…e sarebbe il caso di piantarla,perchè la faccenda sta diventando noiosa e patetica.

ed è proprio sul “patetico” che intendo dilungarmi oggi…gettando uno sguardo allo stesso tempo lungimirante e retrospettivo su quanto il patetismo permei la vita dell’essere umano.(e per essere umano intendo “me”)

ma partiamo dal principio:

sei piccolo…

prima di dormire sei lì e dici le tue preghierine,tutto concentrato con le manine giunte ed il cuore pieno di amore per il mondo intero…beh,mi ricordo ancora che io avevo il simpatico vezzo di chiedere a Gesù bambino di “far finire la fame nel mondo”,come se il suddetto divino pargolo,toccato dalle mie sagge parole indossasse un simpatico berretto da rosticciere ed iniziasse a far piovere polli arrosto sull’Africa o lasagne sull’India…

beh,insomma,”patetico” mi sembra il termine adatto.

poi c’è babbo natale,la befana,il “tu puoi essere qualunque cosa tu voglia”,il “cosa vuoi fare da grande?”,gli scout,gli struggimenti per persone discutibili,una visione politica pacifista con tanto di bandierine colorate,manifestazioni e “marcia della pace” che poi successivamente lascia spazio ad un pensiero meno “illuminato” fatto di”beh certo che se morisse lui,l’italia ne guadagnerebbe” e di “io a quelli che votano per lui toglierei il voto…basta cò sta democrazia!!

modestamente,non so voi,ma posso dire che di esperienze patetiche non me ne sono fatte mancare nemmeno una: dai giri all’ikea guardando mobili,a tutte le miriadi di traslochi fatti non si sa bene perchè…

insomma…provate ad andare all’ikea e ditemi voi se la gente che la popola non trasuda pateticità…tutti lì a pianificare case e futuri che,in almeno metà dei casi non accadranno mai…è facile scivolare nel patetico…basta perdere il controllo un secondo e…ZAC! sei lì che scegli tra uno scaffale BRIGGE ed una lampada LAKKA…ed a quel punto è andata…ci sei dentro fino al collo.

ultimamente leggevo una statistica…se in una coppia lei si ammala gravemente,il 30% dei compagni abbandona la moglie/compagna/quel che è e va via con un’altra.

il 30%…

insomma…visualizzate…prendete 10 donne che conoscete…beh immaginate che 3 di loro saranno tristemente appese probabilmente nel momento peggiore della loro vita.

cioè…c’è il rischio di essere una di quelle 30 (o 3 dipende dal campione) che passeranno l’ultimo periodo della loro vita chiedendosi “cosa ha valentina/sara/giovanna/chiperlei più di me?” (a parte i capelli ed un’aspettativa di vita maggiore?)

beh,in effetti il tutto inizia ad apparire meno poetico…una sorta di “e vissero felici e contenti…fino al risultato degli esami”.

e se pensate “a me non capiterà mai” sappiate che questo in psicologia viene definito “ottimismo irrealistico”

e se pensate che a voi non capiterà mai perchè il/la vostro/a compagno/a è troppo buono per farvi una cosa del genere sappiate che “un buono è solo un cattivo che non ha ancora avuto un’occasione”.

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