Archivio mensile:dicembre 2011

Pigeons of Persia.


amo il mio balcone.

L’abbiamo sistemato con  una comoda poltrona di vimini e dei cuscini affinchè ci si possa accomodare,farsi investire  dalla luce e dall’aria frizzante proveniente da San Luca (il colle) e,devo ammetterlo,nel mio cuore ha sostituito il divano che mi è stato “rubato” tempo fa.

ieri,mi sono piazzata sul mio terrazzino,a riflettere sulla vita (a fissare il vuoto,in realtà).

era tutto perfetto,ero serena,in armonia con il mondo…quando,guardando i palazzi intorno,ho messo a fuoco una finestra e ho visto questo:

allora.

a nessuno piacciono i piccioni,questo è vero.

io con un piccione non uscirei di certo a cena…e nemmeno per “un caffettino pomeridiano in centro senza impegno”.

ma insomma,quale mente crudele può aver partorito quella trappola mortale?

bisogna essere proprio delle menti perverse.

amico dirimpettaio,

anche io odio gli orrendi pennuti,mi fanno schifo e penso siano bestie immonde portatrici di epidemie…

però tra “odiarli semplicemente” e “odiarli fino a creare uno scenario terrificante di spuntoni assassini stile “prince of persia“”,beh,ce ne passa.

io preferisco sapere che quei polli purulenti possano pascolare sul mio balcone,piuttosto che rischiare di aprire la finestra una mattina in cui sono stranamente felice e trovarne uno stecchito e infilzato come uno spiedino!

questa scena non mi predisporrebbe affatto ad avere una giornata serena.

insomma,

qual’è il tuo problema???perchè tutto questo livore?ti da fastidio che ti caghino sul balcone? beh anche tu caghi,amico dirimpettaio…e i tuoi prodotti vengono riversati in mare,ma non mi pare di aver visto banchi di pesci inferociti strisciare fino a venirti a prendere per infilzarti con dei grossi spadini.

la tua reazione non è proporzionata all’offesa.

è così difficile chiedere un minimo di equità?un briciolo di empatia???chiedere di non vivere in un mondo di luridi giustizieri ammazzapiccioni???

amico dirimpettaio….

tu hai urtato la mia sensibilità.

tu sei un uomo molto malvagio.

…sotto i rami del castagno.

ognuno ha diritto ad un difensore…

lo dice anche il diritto processuale penale (ai sensi dell’art. 97 c.p.p.)

perchè tutti dobbiamo essere tutelati,accuditi e protetti.

Beh il mio difensore è la mia tiroide stacanovista.

La mia tiroide lavora per me e prende talmente sul serio il compito che fa gran straordinari.

è abbastanza traumatico scoprire che tutte quelle parti di te che consideravi le basi della tua identità non sono altro che squilibri ormonali.

insomma, gli accesi scatti di odio verso chiunque respiri (o abbia respirato mai in vita sua,perchè essere morti non esime dal mio odio insensato) il torpiloquio facile,creativo e gratuito,l’angoscia annichilente,la capacità di polemizzare per ore su particolari inutili ed ininfluenti (come il non allineamento al muro del comodino delle mia compagna di stanza)i momenti di avviluppante scoramento ingiustificato, le gloriose uscite cortesi che mi caratterizzano (ultima su tutte “signora ma allora è ritardata o cosa?o forse è sorda?”) le sedie scagliate durante le liti,i calci in culo…

tutte queste meraviglie non sono altro che il prodotto di uno squilibrio fisico.

e tolto questo,cosa mi resterà?

insomma io la mia tiroide siamo soci…

siamo come Bud Spencer (LEI) e Terence Hill (IO), lei è max pezzali ed io sono il tizio inutile che saltellava sul palco, lei è Tyler Durden ed io sono l’altro, lei è il bullo del quartiere ed io sono il ragazzino sfigato con gli occhiali che diventa il suo protetto dopo essere stato “smutandato” e “capacessato” a morte per mesi.

potevo affrontare con orgoglio questo mondo crudele brandendo la tiroide come spadino,lei mi garantiva la magrezza che in questa società è sinonimo di bellezza,era lei a svegliarmi nel cuore della notte quando dormivo con il sociopatico di turno e mi suggeriva di raccattare tutte le mie cose  e tornarmene a casa mia di corsa,mi rendeva rissosa,bizzosa ed insofferente,lei mi accudiva,mi garantiva la giusta dose di rabbia schiumosa funzionale al progresso mondiale e personale,mi proteggeva e dava il giusto pepe alla mia giornata.

ed ora?

il futuro appare incerto e pieno di insidie.

idiosincrasie artistiche.

A Bologna tutti sono artisti.

il che,dopo un pò,diventa snervante.

insomma io non sono un’esperta d’arte a livello tecnico ma,essendo una persona scandalosamente emotiva,posseggo una notevole predisposizione alla fruizione dell’arte.

Quindi,appena arrivata a Bologna,ero elettrizzata al pensiero di poter assistere continuamente al miracolo della creazione artistica,qui era tutto un fiorire di aspiranti fotografi,scrittori,musicisti.

e poi c’ero io,con i miei occhioni sognanti spalancati e pronti a non perdersi nulla ed il cuore in perenne attesa di chissà quale tsunami emotivo.

a 2 anni di distanza lo tsunami non è arrivato.

e vi dirò di più…se vedo un’altra foto pseudo-artistica del fondo di un bicchiere,di una sedia vuota o del classico gatto pensoso potrei seriamente raggiungere picchi inusitati di lirismo bestemmiatorio.

il problema non è tanto il “sentirsi artisti”…

insomma,siamo tutti artisti nel caldo cantuccio del nostro lettino,ma è questa disperata ricerca di riconoscimento comune,questo continua “evangelizzazione” di se stessi che mi inquieta e ciò che mi inquieta ancora di più è la terrificante necessità di vendita,la fama come meta,la puttanaggine dello pseudo-artista.

ultimamente mi sono trovata tra le mani il libro (autopubblicato) di una conoscente.

mi ha chiesto un parere e l’unica parola che mi è venuta in mente era: “raccapricciante”,ma la mia intelligenza emotiva (maledetta) mi ha suggerito di evitare.

insomma non voglio ergermi a critica letteraria di stocazzo,non voglio fare discorsi sullo stile,ma se vuoi scrivere,per lo meno devi conoscere i congiuntivi!!!non basta buttare lì due o tre frasi contorte per apparire profonda,sparare due “parolone difficili” e sentirti per questo candidata al nobel…insomma,a casa abbiamo tutti il devoto-oli (vabbè forse questa è un’uscita snob) e le cosiddette “parole difficili” le conosciamo,però cazzo,vogliamo di più,vogliamo di meglio,vogliamo concetto ed emozione,vogliamo restare a bocca aperta,vogliamo lo tsunami!

ma puntualmente l’affetto (e l’intelligenza emotiva) ci impediscono di dire la verità e continuiamo ad alimentare le speranze di pseudo-artisti cani che si avviano sulla dolorosa via della delusione…

proprio per evitare ciò sarebbe utile promuovere la seguente campagna sociale (finanziata al comune di Bologna) :

IL CORAGGIO DELLA VERITà

SCORAGGIA UN ARTISTA CANE.

IMPEDISCI AD UN TUO AMICO DI FARSI MALE DA SOLO E RISPARMIA AL MONDO L’ENNESIMO OBBROBRIO (fotografico,letterario e musicale)

UN GIORNO TI RINGRAZIERà.

se avessimo aderito a questa campagna probabilmente ci saremmo risparmiati individui inspiegabili come FABIO VOLO,PUPO,MOCCIA,NEK,COELHO,BAMBAREN,tutte le edizioni di amici/xfactor/cazzivari, il secondo HIRST e,so che molti di voi si metteranno le mani nei capelli ma devo dirlo,beh ci saremmo risparmiati anche….EL GRECO!!!!!(ecco l’ho detto).