Archivio mensile:febbraio 2012

Dissociazione

 

“accentuazione dell’insicurezza ontologica comune a tutti gli uomini, per cui anche in circostanze di vita ordinarie, un individuo può sentirsi più irreale che reale, letteralmente più morto che vivo, differenziato in modo incerto e precario dal resto del mondo, così la sua identità e la sua autonomia sono sempre in questione. Può mancargli la sensazione della continuità temporale; può fargli difetto il senso della propria coerenza o coesione personale. Si può sentire come impalpabile, e incapace di ritenere genuina, buona e di valore la stoffa di cui è fatto. Può sentire il suo io parzialmente disgiunto dal suo corpo.”

non essere del tutto convinti di esistere è seccante.

no,dico davvero.

ci sono delle piccole cose di cui si ha bisogno,delle piccole certezze,quei piccoli semplici piaceri che ci rendono contenti,come il caffè la mattina,il sole sulla faccia,la cortesia delle persone e la consapevolezza di esistere in un dato momento ed in un dato spazio.

Qualche giorno fa ero al supermercato (non so perchè ma tutti i miei momenti esistenziali si svolgono nei supermarket.”Costei è davvero la figlia del consumo” direte voi,dopo avermi infilato una lancia nel costato) tra le allegre merendine,i simpatici biscotti ed i gioiosi cioccolatini (vabbè non era poi così gioioso come momento) ed all’improvviso è arrivata quella sensazione di inesistenza,quel dubbio,quell’atroce domanda:

“ma io che ci faccio qui?”

il tutto dura un attimo ma in quell’attimo è tutto così incerto,chi sei,dove sei,cosa sei.

ed i tegolini mi sono testimoni,non è carino.

Dovrei assumere qualcuno che,in questi momenti,mi riporti sulla terra e mi ricordi che effettivamente esisto,ho un corpo,un’identità e vivo in un mondo reale e popolato di altri esseri umani.

quello si che sarebbe carino.

 

 

De Serenae Nullafacentia

oggi dovevo compilare un modulo per la scuola di psicoterapia.

un atto semplice,immediato e puntuale.

scrivo gioiosa i miei dati sensibili (quindi a me noti e stranoti),quando mi trovo improvvisamente davanti ad un impasse:  il modulo,invadente e ficcante,mi chiede quante ore di tirocinio devo svolgere.

oibò-penso-non lo so mica (perchè in puro stile bolognese ormai metto il “mica” a fine frase) fammi controllare su google

controllare su google è un atto comune che di solito impiega dai 5 ai 30 secondi a seconda della velocità di connessione.

inizio a digitare “scuol” ma,a causa di un refuso,scrivo “scol” e subito google mi consiglia “scolopendra gigantea”.

 Una persona normale avrebbe ignorato google,cancellato e riscritto “scuol”…ma io no.subito vengo presa da un dubbio atroce: “ommioddio…cos’è una scolopendre gigantea?non mi è nuovo come nome…devo assolutamente saperlo.non posso vivere senza sapere cos’è una scolopendra.”

ovviamente vado su wikipedia e scopro che la scolopendra è ”

Scolopendra Linnaeus, 1758 è un genere di artropodi della classe dei Chilopodi, noti comunemente come centopiedi.”

grande!

la questione potrebbe finire qui,ma no!

io voglio saperne di più.

 insomma,dove vive?cosa mangia?scopro con interesse crescente che la scolopendra vive un pò ovunque e può anche arrivare a mangiare piccoli animali come lucertole,topi e persino uccelli!!!
la scolopendra è,senza dubbio,un animale davvero affascinante.

Perdo altri 5 minuti buoni a fissare il vuoto pensando a come sarebbe la mia vita se fossi una scolopendra gigante.

poi  adocchio un link che mi conduce a Linneo.

i link sono quanto di più deleterio ci sia per me e per le piccole azioni pratiche che sono obbligata a svolgere…hanno lo stesso potere del “TRY ME” nei negozi di giocattoli.

ovviamente schiaccio sul link.

Devo assolutamente saperne di più,anche su Linneo.

La pagina si apre con una bellissima citazione in latino (« Nomina si nescis, perit et cognitio rerum. »).perdo altri 5 minuti a riflettere sull’importanza del dare un nome alle cose e blablabla. Scopro poi che Linneo era svedese.

Grande! adoro la Svezia.eh i nordeuropei,loro si che la sapevano lunga.

ormai il modulo da compilare è un ricordo lontano.la mia mente malata sta vagando di link in link persa inesorabilmente nel vortice del volo pindarico.

la cattivissima pagina di Wikipedia cita Aristotele.

adoro Aristotele,sono stata anche a Stagira e lì ho dichiarato eterno amore al filosofo greco e ora non posso fare a meno di guardare la sua pagina wikiquote,insomma sarebbe una mancanza di rispetto non farlo e non si dica che io offenda personalità di questo calibro…

ovviamente solo dopo aver dato un’occhiata alla pagina sull’horror vacui ed aver riflettuto un paio di minuti sul “vuoto“,fissando il vuoto.

e poi che fai,hai visto Aristotele e  non vai a guardare Platone?

e così via…catturata nel gorgo della nullafacenza,del gusto estetico per la citazione,in un processo senza fine,in cui il modulo è ormai carta straccia.

questo è il motivo per cui non concluderò mai niente di pratico.

Wikipedia,tu mi ucciderai.

sono un’idiota.

 

 

uhm…idiota…Dostoevskij…quel libro mi è piaciuto un sacco…magari dovrei riguardarlo un attimo….giusto 2 minuti…