gnek.

ho cambiato lavoro.
cioè lavoro sempre per la stessa “azienda” ma la mia mansione è cambiata.

In realtà,in un’allegra mattinata di fine Luglio,ho ricevuto la telefonata della mia responsabile,che chiamerò RUBICONDA LOLLY,in cui mi chiedeva se volevo rifirmare il contratto con loro.

Con RUBICONDA LOLLY ho avuto il seguente dialogo:

IO: Ruby,però te lo dico,io non ce la faccio più a lavorare a scuola con i bambini…veramente,dopo un po’ devi staccare,è snervante…non è che potete mettermi da qualche altra parte? chessò con i maniaci omicidi,con quelli con la lebbra,i sex offenders…davvero,ma che non siano bambini.

RUBY: non ti preoccupare. Capisco il tuo discorso e penso che sia importante mettere il lavoratore in condizione di essere anche soddisfatto di quello che fa.non trovi?

Oi “io trovo” e trovo “a pacchi”.

Peccato che ora metà delle ore le faccio in un NIDO. (“asilo nido” non un nido vero…anche perché non credo ne esistano della mia misura…forse quei grossi rapaci tipo gli avvoltoi…brrr sarebbe orribile vivere tra gli avvoltoi…io lo odierei.non mi piace come ti guardano)

Quindi ora lavoro con la fascia di popolazione più abietta: gli 0-3.

Gli zerotre hanno sempre le manine appiccicose e te le appoggiano sempre sui vestiti e l’unico contributo che danno al pianeta è sottoforma di orrenda cacca.
l’unica cosa positiva è che posso dare sfogo alla mia vena drammatica…perchè quando parlo sono la “regina del dramma”.
Gesticolo come un’ossessa,mimo le cose,cambio tono,insomma sono una persona spaventosamente teatrale…e i bambini di solito guardano rapiti questa sorta di tragedia greca che avviene sotto i loro piccoli occhietti da imberbi.

L’altra volta eravamo a tavola e stavo ed ero sul punto di staccare la testa a morsi a qualcuno (provateci a stare voi,seduti ad un tavola da gnomi,appollaiati su quelle microsedioline…insomma,io sono per ¼ friulana,sono una donna alta,mica posso staccarmi le gambe e buttarle?stronzi.)ed era tutto un vociare,un sbattere di forchette sul piatto,un canticchiare sommesso…

Ed è stato lì che,ho tirato fuori una perla della pedagogia partenopea…

“BIMBI…NON SI DEVE FARE TUTTO QUESTO CHIASSO MENTRE SI MANGIA [pausa drammatica in cui li guardi tutti e fai “No” con il dito] SAPETE PERCHè? [momento in cui grazie al superpotere  dell’udito selettivo ignori i tentativi di risposta] perché [pausa drammatica in cui li guardi tutti a turno] PERCHè QUANDO SI MANGIA SI COMBATTE CON LA MOOOOORTE”.

E la faccia su “moooorte” è più o meno questa.

Ovviamente gli 0-3 non sanno ancora cosa sia la morte,ma se glielo dici con quel tono,non deve essere nulla di buono.
fattostà che il mio tavolo era il più silenzioso del refettorio.
l’educazione partenopea è simile a quella spartana…semplice e fortificante.

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